La Cucina è vicina

di Eleonara Putignano

Il vintage chic di Marchi Group, la linea morbida e avvolgente di Snaidero, passando per il minimal naturale di Minacciolo e l’eleganza neoclassica di Brummel fino all’eccellenza firmata Faoma: cinque modi di vivere e arredare la stanza più amata dagli italiani

La ricordavamo popolata di casalinghe più o meno disperate alle prese con pentole fumanti e impasti acqua e farina. L’abbiamo vista cambiare fisionomia sotto i colpi di un boom economico che sfornava elettromiracoli alla velocità con cui quelli tritavano, frullavano e sminuzzavano i contenuti di dispense e frigocongelatori.
Celata per anni dietro il tabù di porte e tendine come un trucco ingombrante che c’è ma non si vede, la cucina moderna si leva al canto degli Anni Zero con una ritrovata vocazione estetica e la voglia di trasformarsi da antro proibito a uso e consumo delle Cenerentole del focolare in una prodezza di interior luxury degna di un salone principesco. Basta uno sguardo alle proposte degli interpreti più eloquenti del settore per fiutare la direzione di marcia del comparto kitchen furniture e lasciarsi tentare dalle sue promesse. Non è più tempo di chiedersi cosa fare per rendere più armoniosa e abitabile la propria cucina, ma cosa lei può fare per riscrivere il carattere dell’intera casa. Lo sa bene Marchi Group. azienda leader animata dal sacro fuoco della cura del dettaglio e della ricerca di materiali pregiati per studiare e assemblare prodotti dal tratto stilistico inconfondibile, latori di una mission che travalica i confini delle mode e del tempo. La strada per il futuro fa tappa per la lezione del passato: da un germoglio di tradizione piantato nel fertile terreno dei trend più all’avanguardia nasce “Vintage Style”. una collezione che fa della commistione di classicità e innovazione il suo primo principio ispiratore. Nel modello “Nolita”, l’elevata qualità costruttiva e progettuale fa capolino da ogni singolo particolare, a partire dalla struttura in legno di castagno laccato in diverse tonalità (beige, bianco gesso e polvere). impreziosita da maniglie in britanio realizzato su disegno e dal top in marmo disponibile in diverse finiture. Solida ed elegante, questa composizione affida le luci della ribalta a due protagonisti indiscussi: la ghiacciaia nella tonalità grigio antracite e la cappa posizionata sul piano cottura con anta dotata di lavagna magnetica, utilissima per appuntare messaggi o promemoria con un tocco di stile ad esaltare la funzionalità. Tra coloro che hanno imparato a guardarsi indietro per andare avanti, la parte del leone spetta a Snaidero, che ha avuto l’ardire di mettere a segno un’operazione da manuale: rileggere un cult della propria collezione alla luce degli umori contemporanei, a dimostrazione che oltre 60 anni di carriera non sono un letto di allori su cui riposare ma un nastro di partenza verso standard sempre più elevati. Prodotta ininterrottamente dal 1990, l’intramontabile Ola 20 torna sulle scene in una veste di straordinaria attualità, frutto ancora una volta di quella felice alchimia con lo studio Pininfarina che le ha permesso di aggiudicarsi per due volte, nel 1996 e nel 2011, l’ambito premio design del Chicago Atheneum. Trionfo della linea curva, la cappa (da 120 o 180 cm) è realizzata attraverso un pannello sandwich composto da lastre di polimero termoplastico (ABS) e poliuretano a bassa densità. Basta una leggera pressione sull’anta per consentire una comoda apertura e una chiusura elettrificata con meccanismo Servo Drive. Quanto alla maniglia. è costituita da un profilo in alluminio che percorre tutta l’anta, garantendo al contempo una grande pulizia estetica e un’evidente agevolazione ergonomica in grado di assicurare una presa ben salda in qualsiasi punto. Occhi puntati sul fattore novità: il supporto del piano di isole e penisole, disponibile sia in finitura legno (light e dark) sia in fibra di carbonio. si presenta infatti con un design scultoreo, grazie a un mirabile elemento in legno stratificato e sagomato che tradisce l’impronta dei disegnatori. Quando si parla di stile contemporaneo d’alta gamma, non si può non lasciare la parola a Faoma. Una realtà produttiva dalle mille risorse, nata sulle fondamenta gettate negli anni “60 dalla passione di un gruppo di ebanisti veneti, anticipatori di futuri capolavori di alto artigianato e dei valori che ne avrebbero fatto un’eccellenza del made in Italy apprezzata a livello internazionale. Gli stessi che traspaiono limpidi e riconoscibili dalla cucina “Emotion”. pensata per agire in due modi contrapposti: da una parte arricchisce i grandi spazi aperti, dall’altra organizza ad arte quelli più piccoli con soluzioni pratiche e funzionali. Tutta da vivere e ammirare l’isola centrale con il sottile top in acciaio inox che integra il grande piano di cottura e il lavello di servizio. Niente paura per vapori e fumi di cottura, la grande cappa aspirante professionale provvederà prontamente a evacuarli donando respiro all’ambiente circostante. La parete destinata ad accogliere base e pensili è strutturata appositamente in modo che ogni minimo spazio sia sfruttato a dovere. A detta degli esperti del food & beverage. si prospetta un 2013 all’insegna di una rigorosa etica bio, nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’umanità che ogni giorno ne calca il suolo. Se così fosse, ci vuole una cucina che sia all’altezza dell’impresa. Presto fatto: risponde all’appello Minacciolo, superbo interprete dell’arredamento rustico e country chic capace di coniugare raffinata perizia artigianale e alta tecnologia per la produzione di mobili prestigiosi e resistenti.
Nessun rischio per l’eco-equilibrio, il legname utilizzato deriva esclusivamente da piantagioni a rimboschimento controllato e le vernici impiegate per la colorazione sono a base d’acqua e in quanto tali completamente atossiche. Lo conferma l’intuizione alla base del nuovo nato, una calda pelle naturale che riveste una struttura total black: il suo nome è per l’appunto “Natural Skin” e porta la firma dell’architetto Silvio Stefani, autore insieme all’expertise di Minaccìolo di un format modulare in legno massello che iscrive nelle superfici ritmate da minimali inserti di lamiera la cifra specifica della sua identità. Sulla parete spicca una barra in acciaio con mensole e ganci porta-oggetti, mentre sopra le basi sono posizionati blocchi semiprofessionali dotati di schienale in acciaio (piano di lavoro, piano cottura a induzione, fry-top. cuocipasta e lavello a due vasche con tritarifiuti e pattumiera). Le ante in legno cotto ben si accompagnano ai cassetti realizzati in acciaio verniciato in colore nero grafite, montati su guide a estrazione e dotati di chiusura ammortizzata, accessoriabili con divisori interni, pattumiere, portaposate e portapiatti, in modo da assecondare il gusto personale del cuoco di casa e andare incontro a ogni sua esigenza. È ancora il legno l’elemento privilegiato con cui Brummel Cucine ha edificato la sua incrollabile storia decennale, selezionato e lavorato dalla sapiente manualità di falegnami per vocazione con l’obiettivo di dare forma a prodotti eclettici ed esclusivi capaci di attraversare il mare magnum del mercato e adattarsi indistintamente a sontuose dimore d’epoca o di costruzione più recente, in Italia come in ogni angolo del mondo. Con la sua linea sofisticata, il modello Marmolà incarna uno stile classico rivisitato nel segno del gusto e dell’eleganza . importante ma non invasivo, ricercato senza essere obsoleto.
All’eccellenza non servono parole, bastano i fatti: la finitura bianco gesso opaca contrasta con le cornici in madreperla lucido che riquadrano l’inserto in vera pelle stampata tono su tono, le maniglie ricalcano le forme tipiche dei serramenti delle ville venete, la finitura interna in legno naturale e i cassetti in faggio con giunzione a coda di rondine su quattro lati testimoniano il valore insostituibile della lavorazione artigianale. L’isola di forma curva con il piano operativo in acciaio e il piano snack in marmo ‘Calacatta Pompea“ in finitura lucida e trattamento antimacchia sembrano nati per spazzar via la rigida gerarchia degli spazi domestici. Verso il living e oltre.