1. Cucina Regal, Faoma.
  2. Cucina, Elledue.
  3. Vetrina, Pregno.
  4. Letto, Silvano Grifoni (Tango Group).
  5. Comò Olivier, Atelier Моba
  6. Mobile della collezione Ambiente Giorno, Savio Firmino.
  7. Arredo salotto, Rampoldi Creations.

Déjà vu alla moda

La critica d’arte e storica dell’architettura Ekaterina Lipa riguardo allo storicismo nell’interior design.

Si pensa che un mobile in così detto stile classico sia adatto a qualsiasi casa e non vada mai fuori moda. Ma cos’è che noi definiamo classico? E perché in Ucraina (come del resto i tutta l’area postsovietica) questo tipo di arredo ha superato tutti i record di popolarità? Queste domande non sono affatto inutili. Difatti capire le preferenze relative all’interior aiuta a creare l’ambiente con le sfumature che piacciono in modo più sottile ad anima, corpo e occhi.

Il generale amore per gli stili del passato non è nuovo. Un secolo e mezzo fa, nel bel mezzo della rivoluzione industriale, contemporaneamente alla quale la storia dell’arte si sviluppava come scienza, tutti i personaggi che avevano fatto un po’ di fortuna sognavano case che ricordassero l’atmosfera dei tempi antichi e un adeguato arredamento. All’inizio tali gusti erano sinonimo di erudizione, cultura e, paradossalmente, interesse per tutto ciò che fosse nuovo in campo scientifico.

Poco dopo la passione per gli stili storici si trasformò in una moda. In risposta alla domanda apparvero architetti e mobilieri specializzati in neogotico, neorinascimentale, neobarocco e altri stili storici, interpretati conformemente ai gusti e alle idee di comfort del XIX secolo.

Tutto ciò in seguito venne definito come stile storicistico.

Ma gli autori più creativi furono in grado di unire in uno stesso oggetto elementi di stili diversi e ciò veniva definito eclettismo. In presenza di senso estetico e misura il risultato era straordinario, in loro assenza l’esito era veramente di cattivo gusto. Purtroppo, quello che gli storici dell’arte del XX secolo chiamarono di cattivo gusto, stile dei nuovi ricchi e dei mercanti, senza alcun discernimento, lo fecero anche nel XIX secolo, e le parole “storicismo” ed “ecclettismo” si trasformarono in un’offesa. Ma circa nel 1980 si cominciò a guardare all’arredamento e alle case del secolo precedente finalmente con un occhio non più prevenuto, rilevando che lo storicismo non è che un’epoca culturale, non peggiore di tutte le altre. Allora iniziò ad andare di moda lo stile storicistico nell’arredamento, stabilendosi definitivamente come trend a cavallo tra i due millenni e continuando poi a fiorire fino ad oggi.

L’idea di arredamento classico si ampliò notevolmente per l’uomo del nuovo millennio. Perché a quello che piaceva nel XIX secolo si aggiunse l’amore per il moderno. La storia giocò uno scaltro trucco, trasformando quello storicistico in uno stile, che fin dall’inizio nacque come protesta contro il primo storicismo. Incredibilmente popolare al giorno d’oggi è l’art déco, ma non considerando isolati elementi d’arredo, come avviene, ad esempio, per il neobarocco.

Così i nostri contemporanei hanno imparato a considerare proprio questo stile come fenomeno globale, perciò richiedono ai designer progetti per l’interior che imitino in toto l’art déco, dai mobili ai tappeti, fino ai paravento e alla carta da parati. Ma il fatto più curioso è come definire tutto ciò precisamente, diremo storicismo storico? Il designer, realizzando una versione moderna, mettiamo, dell’arredo rinascimentale, studia l’originale e porta a termine con successo il compito. Ed ecco il suo collega, a cui hanno commissionato un interior vittoriano, si rivolge allo storicismo originario, interpretandolo nuovamente. Ma c’è lo stile vittoriano così solido ed elegante, che ora si contende la popolarità con l’art déco, e c’è una parte separata dello storicismo, quello britannico. E ciò che dal punto di vista della storia della politica viene definito l’epoca della regina Vittoria, viene chiamato storicismo dalla storia dell’arte. Va quindi notato che i designer contemporanei hanno un approccio con gli antichi originali molto più coraggioso e disinvolto rispetto ai loro predecessori del XIX secolo. Il postmodernismo, trend culturale di una decina di anni fa, insegnò ai designer a cogliere citazioni classiche, rimandando l’acquirente nell’epoca commissionata con l’aiuto di allusioni e nuance, nascoste in forma di arredo e decori.

Forse proprio per questo al giorno d’oggi sono maggiori e di successo gli esempi di ecclettismo realizzati completamente per mezzo di citazioni di epoche diverse, con una commistione di elementi allegri ed eleganti. Gli “indicatori” di questa o quell’altra epoca sono diventati, come lo erano in passato, le specie lignee pregiate, le dorature, le incisioni a mano, gli intarsi e la marqueterie. Tratto distintivo dello storicismo moderno è la voluta anticatura degli oggetti, che non li rende però simili all’antiquariato, e ai designer e produttori è richiesta una notevole maestria. La doratura invecchiata, il legno screpolato, i segni dei tarli, la tappezzeria un po’ scolorita, le porte degli armadi leggermente disallineate, che comunque si chiudono perfettamente, tutto ciò conferisce all’ambiente maggior fascino e calore.

Contemporaneamente, i comuni “sbiaditi” tessuti di rivestimento, imitano struttura e disegno storici, vengono realizzati in serie limitate e sono caratterizzati da una qualità migliore, che l’antica tappezzeria nemmeno si sognava. Si puliscono facilmente, non temono l’umidità e a volte sono anche in grado di contrastare gli artigli dei felini.

«Io sono cresciuta a Leopoli durante il periodo sovietico, tra vecchi e logori edifici in pietra, abbelliti con splendide sculture e stucchi, con portoni caratterizzati da pannelli in marmo e mosaici fiorentini, con pavimenti rivestiti di mattonelle smaltate e balaustre delle scale intagliate. E nel museo del mobile si potevano ammirare bellissime poltrone, divani, tavoli e tavolini con cui avresti voluto arredare casa. Tutto ciò differiva così tanto dal misero modo di vivere sovietico con i suoi divani pieghevoli tutti uguali e gli armadi “a parete”! Proprio per questo ho arredato il mio appartamento in stile classico, ho realizzato un sogno», mi raccontò un giorno una signora benestante. Probabilmente molti di coloro che sono cresciuti nelle grandi città durante il periodo sovietico avevano gli stessi amati e antichi portoni con ancora quello che restava della loro magnificenza, gli stessi adorati tavoli, poltrone e vasi nei musei. Pochi oggetti di quel periodo, eseguiti “alla maniera antica”, si presentavano incredibilmente belli e accoglienti, differenziandosi dal grigiore dell’epoca tardo “sovietica”. Per molti il rimando all’antico divenne in generale sinonimo di bellezza. Per questo, in Ucraina, avere dei mobili classici a casa è più che un trend del momento.

È il simbolo di una borghesia in passato proibita e dell’affermazione di sé in veste di borghese, una similitudine con quanto vissuto dai genitori prima della distruzione dei bolscevichi e il compimento dei sogni d’infanzia. Insomma, nell’insieme, un ambiente concreto che conferisce comfort, soprattutto dell’anima.

C’è poi un altro punto di vista relativo al nostro amore per lo storicismo. Molti ritengono che la maggior influenza sul gusto nazionale continui ad essere l’epoca sfarzosa del barocco ucraino. L’espressivo stucco sulle pareti delle chiese, gli sfarzosi intagli delle iconostasi, la doratura e il tripudio di colori nelle icone, i lussuosi e variopinti tessuti che indossavano i personaggi storici nei ritratti barocchi; ciascuno di noi ammirava tutto ciò nelle immagini dei manuali scolastici e dei libri, nei musei e anche semplicemente nelle strade di città, cittadine e paesi, in cui si erano salvati i monumenti di tale lussuosa epoca.

È possibile che proprio per questo l’arredamento che si ispira al barocco, con i suoi piedini incurvati, gli intagli, le dorature e i rivestimenti in singolari colori sia invariabilmente popolare. C’è ancora un motivo per cui amare l’arredo classico a livello internazionale: in questi oggetti, come in quelli antichi, molto del lavoro è eseguito a mano. La sensazione di unicità dei mobili realizzati a mano, coniugata alla loro ergonomia completamente contemporanea, rappresenta il motivo principale della popolarità dell’arredamento classico nell’odierno mondo tecnologico.

EKATERINA LIPA